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Chi è Radici Mobili

Mi chiamo Lorenzo Toppi, vengo dalla Majella e mi piace sorridere, scrivere e suonare la chitarra.

Ho diverse qualificazioni accademiche relative a due ambiti di studi, comunicativo ed educativo. Sono arrivato a capire che da un punto di vista pedagogico non c’è una differenza sostanziale tra comunicazione ed educazione.

Per obiezione di coscienza, ho prestato Servizio Civile come Casco Bianco, a Santiago de Chile.

Ho partecipato al Foro Sociale Mondiale di Porto Alegre 2005 in qualità di relatore, presentando un laboratorio sulle tecniche di risoluzione nonviolenta dei conflitti.

Ho vissuto per un anno nella Patagonia cilena, dome mi sono sposato e ho fondato il “Museo de la Mitologia Chilota”, un museo che rievocava i personaggi mitologici presenti nella cultura dell’isola di Chiloè.

Tornato in Italia, ho lavorato per cinque anni in un ospedale psichiatrico, in un paesino ai confini tra Abruzzo e Molise (920 mslm), con l’incario di ideare e condurre laboratori espressivi.

Con due figli, di 2 e 3 anni, io e mia moglie abbiamo deciso di trasferirci a Tenerife per intraprendere un progetto di vita, che invece è fallito dopo pochi mesi. Da questo fallimento ho imparato tantissimo e la famiglia, ricca di relazioni, è cresciuta in allegria e in numero.

In seguito ho lavorato come educatore, magazziniere, giornalista, tecnico di marketing, e impiegato di banca.

Nel frattempo ho coltivato la terra, scritto canzoni, presentato progetti, portato in scena spettacoli originali, costruito i mobili con mateiali di riciclo, giocato, inventato, raccontato.

Ho anche pubblicato due romanzi, un poema e un saggio di pedagogia.

Dal 2016 ho dato vita a Radici Mobili, un progetto stabile di pedagogia creativa.

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