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Errore: l’arte del giocoliere, che impara dai suoi fallimenti (articolo)

Di seguito riporto un interessante articolo di Francesca Corrado, fondatrice della Scuola di Fallimento:

“Non ho mai amato il circo finché non ho scoperto il Cirque du Soleil. Sul palco non ci sono animali, lo spazio è popolato da artisti: mimi, saltimbanchi, acrobati, giocolieri che eseguono numeri originali e artistici. Tra tutti loro il mio preferito è Viktor Kee, considerato il più grande giocoliere al mondo, nonché un geniale acrobata.

L’ucraino Viktor Kee, nato nel 1969, ha iniziato a dedicarsi alla giocoleria all’età di sei anni. All’epoca, racconta, non c’erano i tutorial ma i libri. «Apprendevi usando l’immaginazione.» La quasi totalità della sua vita l’ha passata a esercitarsi. Tuttora, alla fine di ogni allenamento segna su un calendario gli errori commessi e tutto ciò su cui deve lavo- rare per migliorare. Se la troupe del Cirque du Soleil è in tour, ogni lunedì tutti gli artisti rivedono i video della settimana per studiare gli errori commessi.

«È sempre un work in progress», afferma Kee. Ci vuole molto allenamento e, soprattutto all’inizio, tanta pazienza. Ha impiegato sei anni di studio prima di raggiungere la versione definitiva dell’atto di magia con cui più tardi è diventato famoso.

Nella perfetta sequenza di giocoleria, le sfere si muovono senza alcun apparente sforzo umano, le palline ruotano in maniera fluida e continuativa, ma per raggiungere la perfezione del gesto e della performance Viktor si allena al fallimento: sa che circa il 20% delle volte farà di sicuro cadere una palla durante il numero.

La giocoleria permette di fare pratica con la frustrazione: tanti piccoli fallimenti ripetuti nel tempo in un ciclo continuo di lancio e caduta, lancio e presa. Ma chi ha l’obiettivo di diventare giocoliere non è intimorito dagli innumerevoli tentativi andati a vuoto. Non ha paura di fallire e di affrontare la sensazione di avvilimento derivante dal mancare un’azione corretta. Imparerà piano piano a conoscere il modo che i giocolieri provetti hanno di gestire la delusione del fallimento (soprattutto quando è uno stesso errore a essere ripetuto più volte), fino a quando non acquisirà la capacità di generare un movimento fluido. Non è che le palline smetteranno all’improvviso di cadere, ma ogni caduta fornirà un feedback per migliorare il lancio e la presa successiva. E allora, quando sbaglierà, avrà un’opportunità per imparare a fare meglio la prossima volta e per valutare perché e come ha commesso un errore. Come mai la palla è caduta? È stata gettata troppo lontano, troppo in alto o in basso? Mancava una giusta sincronizzazione tra lanci e prese? E che cosa succede quando fallisci di nuovo? Ci riprovi! Che cosa accade se manchi ancora? Ritenti.

Se occorrono diecimila ore o dieci anni di pratica deliberata per eccellere in una attività in qualsiasi ambito, sportivo o artistico, allora possiamo già calcolare quale sarà la percentuale di svarioni e sconfitte. Una delle chiavi per perseverare è iniziare con una mentalità di accettazione: occorre riconoscere che alcune cose sono eccezionalmente impegnative e complesse per loro stessa natura.

La vita nel nostro mondo caotico e complesso è diventata un atto di giocoleria. Dobbiamo destreggiarci sempre tra qualcosa che cade ripetutamente e qualcosa di nuovo che viene lanciato. E ogni qual volta ci buttiamo in un progetto o decidiamo di imparare qualcosa di inconsueto, come il giocoliere, ci troveremo ad affrontare la paura di non essere in grado di farcela, di perdere il controllo e di fallire.

Se ci alleniamo alla frustrazione e manchiamo abbastanza nelle piccole cose, non saremo così spaventati dal rovescio nelle cose grandi, e quando siamo disposti a fallire e a continuare a provare e riprovare, allora non potremo fare a meno di diventare più sicuri di noi stessi e di sopportare sempre meglio le mancanze. Prendendo confidenza con il fallimento impariamo a raggiungere il successo e ad avere fiducia nelle nostre capacità. Non sapremo mai se siamo davvero in grado di fare una cosa, finché non per- metteremo a noi stessi di farla. La giocoleria in fondo è un atto di fede. Una volta lanciata la palla, e perso il controllo, bisogna avere fiducia nelle proprie capacità e risorse.”

Guarda anche Elogio dell’errore: canzone con sottotitoli (video)

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